Ormai sono già passate diverse settimane dallo scandalo del calcioscommesse 2-la vendetta, ribattezzato con il poco innovativo titolo di Scommettopoli e, dopo giorni e giorni in cui la macchina dei media ha letteralmente vomitato di tutto, ora si giunge al triste epilogo della vicenda: tutti assolti o quasi e brutti cattivoni non fatelo mai più, mi raccomando. E' proprio vero cari amici, "errare è umano" ma perseverare è veramente diabolico!! Già vi siete dimenticati cosa accadde nel 2006, in pieno periodo di preparazione al Mondiale (poi risultato vittorioso per la nostra nazionale) di Germania?
Sono sicuro di no, comunque credo che, a questo punto, sia opportuno ritornarci un attimo sopra...Iniziamo col dire che in realtà, il primo vero scandalo sulle scommesse illecite che investì la nostra macchina più o meno perfetta del pallone, risale addirittura alla stagione calcistica 1979-1980, anno in cui, a causa di giocatori coinvolti in gare truccate, vennero penalizzate e quindi retrocesse in Serie B ben sei società di Serie A tra le quali figuravano su tutte Milan e Lazio. Da allora e per ben ventisei anni la giostra del pallone riprese a funzionare correttamente anche se a partire dagli anni novanta in poi, in tutti i bar dello sport del Belpaese echeggiava un'unica convinzione così sintetizzabile: "la Juventus è forte ma ruba i match" oppure "E' Moggi che decide chi deve vincere il campionato". Su queste argomentazioni e ipotesi nel corso degli anni sono scoppiate risse negli stadi, nei bar, nei circoli, sono volati motorini sugli spalti ecc...Ma in fondo era solo una convinzione del resto dei tifosi italiani, poveri sfigati che non vedevano vincere nulla alle proprie squadre tanto amate. Fu così insomma che per anni funzionò il nostro pallone: il Milan vinceva in Europa, la Juventus in Italia, l'Inter acquistava campioni (vedi Ronaldo) e non vinceva, Zeman (prima laziale e poi sull'altra sponda del Tevere) accusava il sistema e società di doping e forse già allora di qualcosa di ancora più grave...Tutto ciò fino all'estate 2006, anno in cui finalmente alcune intercettazioni telefoniche dimostrarono quello che in tanti già sapevano: Moggi organizza tutto, gli arbitri come Paparesta erano d'accordo con lui, la Juventus non era la sola coinvolta nello scandalo perchè c'erano anche Milan, Lazio, Reggina, Fiorentina e alcune società minori. Quale fu la morale della favola? Alla Juventus venne revocato lo scudetto della stagione 2005-2006 e fu retrocessa in Serie B, a tutte le altre punti di penalizzazione e finalmente il pallone potè tornare pulito....almeno fino ad oggi. L'ultimo scandalo può essere così riassunto: c'è un portiere di una serie minore (tal Paoloni) che affetto dalla sindrome del gioco compulsivo organizza con personaggi più o meno noti del pallone (Signori, Bressan, ecc...), commercialisti e dottori un bel sistema per truccare le partite di calcio corrompendo i giocatori e se la mazzetta non bastava interveniva del bel sonnifero negli integratori. Beh cavolo, questo è un genio direte voi!!! Peccato però che in questa vicenda sono stati fatti nomi di persone e società che non c'entrano un tubo come nel caso di Daniele De Rossi, Francesco Totti, Christian Vieri e l'As Roma, povera società di calcio che, non avendo ancora un proprietario, è sempre oggetto di attacchi gratuiti dai media. Intanto però, mentre scrivo queste righe sul Scommettopoli 2, già è uscita la notizia che il gip è ormai prossimo ad avviare le scarcerazioni perchè tanto il buon Paoloni è stato interrogato e la colpa è tutta la sua, come sempre. Una volta messo dietro le sbarre questo squallido personaggio, il mondo del pallone nostrano tornerà a splendere di nuovo. Cosa c'è da indignarsi? Niente dico io, a parte il fatto che le vicende di sputtanamenti, gioco d'azzardo ecc vengono sempre gestite così: si trova un bel capro espiatorio della questione, gli si attribuiscono tutte le colpe et voilà il problema è risolto. Quante volte durante la storia del nostro Paese abbiamo assistito a meccanismi di questo tipo? Tanti, troppi ed è ora di piantarla! Mi sto sbagliando dite voi, beh cerco di fare alcuni esempi per rinfrescarvi la memoria. Ovviamente toccando il mondo della politica se ne trovano "a bizzeffe": dopo vent'anni di dittatura fascista, Mussolini è stato ritenuto l'unico responsabile di quella catastrofe, nel '92 la colpa di Tangentopoli fu solo di Craxi e del Partito Socialista, le tasse sono alte perchè è la Sinistra che ogni volta va al Governo le alza e poi non si possono per incanto più abbassare, la colpa di Vallettopoli invece fu solo di Lele Mora e dell'amico Corona, la Juventus era l'unica ad orchestrare tutto e quindi è stata l'unica a scendere di categoria, la colpa del virus che ammazza la gente in Germania è dei cetrioli e quindi non si comprano più e via dicendo. Alla fine, tutta questa storia si risolverà come sempre: Paoloni non metterà più un piede in un campo da pallone e tutti gli altri saranno liberi di tornare a fare quello che facevano prima...come dire:"Ma che ce frega, non andiamo troppo in profondità nelle questioni, in fondo fino adesso è andato sempre bene così e a tutti, no?" Tutto giusto ed inattacabile, ma ricordiamoci una cosa amici miei che continuando ad affrontare i problemi in questo modo, per il mondo e ancor prima per noi stessi continueremo in eterno ad essere sempre e solo la solita vecchia e povera Italietta.....
Lo Spettatore
sabato 11 giugno 2011
mercoledì 8 giugno 2011
Annozero saluta la Rai, ma questa era solo l'anteprima.......
Sembra ormai tutto pronto in casa Rai per l'ultima diretta di "Annozero" che andrà in onda giovedì prossimo su RaiDue. Il programma, condotto dal rompiscatole della politica italiana Michele Santoro, dopo un tira e molla tra quest'ultimo e la stessa Rai che dura ormai da anni, di comune accordo tra il conduttore della trasmissione ed i vertici aziendali non andrà più in onda. Beh, chi l'avrebbe mai detto che si sarebbe giunti a tanto? Forse in fondo c'era da aspettarselo che prima o poi Santoro e la Rai avrebbe divorziato ma, alla vigilia dell'ultima puntata stagionale, in pochi avrebbero scommesso su un epilogo così repentino.
Di sicuro, i rapporti tra l'azienda ed il conduttore-giornalista erano ormai logori da tempo e come ha dichiarato il collega di Santoro ed ospite fisso in studio, Marco Travaglio:"Non poteva andare avanti all'infinito. Non si può restare per sempre in un'azienda che non ti vuole. Da anni la tv di Stato ostacola il programma d'informazione più visto della televisione italiana, nonostante gli introiti pubblicitari e il prestigio che i record di ascolti di 'Annozero' garantiscono" A dir la verità che i rapporti erano veramente alle strette lo si era capito già da tempo, in particolare nella puntata in cui intervenne l'ormai ex direttore generale della Rai, Mauro Masi, che venne praticamente ridicolizzato dal buon Michele e di lì a qualche mese avrebbe lasciato il proprio incarico. Forse fu proprio in quell'occasione che si capì che Annozero e tutto il suo staff era diventato un ospite troppo scomodo per poterlo trattenere ancora tra le mura di casa Rai. Ora, ad appena qualche giorno dall'uscita della notiza, spopolano già le accuse da parte di una parte della politica italiana (lascio a voi capire quale fazione) di mercenarismo da parte del conduttore di Annozero accusato di aver ricevuto una buona uscita molto vicina o forse superiore ai 2 milioni di euro. Come dire:" Questo qua fa tanto il moralizzatore e poi si intasca tutto sto denaro", senza ovviamente considerare che almeno la "spina nel fianco" di gente tipo Vespa, Masi, Berlusconi ecc, ha il coraggio di fare informazione; a volte la fa alternativa, a volte controcorrente ed anche arrogante perchè no, ma pur sempre ottima informazione. Qual è invece il compito di gente come l'On. Santanchè ad esempio? Cosa fa esattamente Marchionne in FIAT? Quanto si è preso Morandi per organizzare il Festival di Sanremo? e Bonolis? Ed in periodo di grave crisi economica, dove ha trovato la scorsa estate il premier i soldi per poter acquistare dieci-dodici giocatori del Milan a prezzi faraonici? Beh, che ve lo dico a fare, nessuno risponderà mai a tali domande. Di tutta questa faccenda comunque chi ne esce veramente rafforzato è sicuramente Santoro che, al di là delle polemiche e dei contenziosi, non si è piegato a certe logiche clientelari che, nelle aziende pubbliche in generale e nella Rai in particolare, sono all'ordine del giorno, segno inequivocabile di un sistema-Italia che ci ha portato a fare la fine che stiamo facendo...Intanto però, giovedì sera come sempre Annozero andrà in onda per l'ultima volta ed il suo conduttore spiegherà al pubblico il perchè di questa scelta e soprattutto se lo rivedremo con lo stesso programma o con altri talk da qualche altra parte. Che se ne dica comunque, anche in questa occasione, Santoro ha dimostrato tutte le sue doti comunicative: ancora una volta nel bene o nel male ha catturato tutta l'attenzione dei media su di lui...Quali saranno i progetti futuri ancora rimane una informazione top-secret, intanto a La7, dopo la notizia dell'avvenuto divorzio, già si sfregano le mani....Appena dopo l'uscita della notiza sulla rottura tra la Rai e Santoro, l'anchorman e direttore del tg di La7, Enrico Mentana, durante il notiziario della sera del 6 Giugno dichiarava:"Tra poco vedrete il primo titolo del nostro telegiornale che è questo: Santoro a un passo da La7 [...],
ci sono stati diversi incontri ma nessun contratto è stato ancora firmato. Noi l'accoglieremo a braccia aperte, da noi potrà tranquillamente fare il suo programma o quello che vorrà". Beh, come dire, si chiude una porta e si apre un portone ma, questa, come dice sempre il buon Santoro, era solo l'anteprima...
Lo Spettatore
Di sicuro, i rapporti tra l'azienda ed il conduttore-giornalista erano ormai logori da tempo e come ha dichiarato il collega di Santoro ed ospite fisso in studio, Marco Travaglio:"Non poteva andare avanti all'infinito. Non si può restare per sempre in un'azienda che non ti vuole. Da anni la tv di Stato ostacola il programma d'informazione più visto della televisione italiana, nonostante gli introiti pubblicitari e il prestigio che i record di ascolti di 'Annozero' garantiscono" A dir la verità che i rapporti erano veramente alle strette lo si era capito già da tempo, in particolare nella puntata in cui intervenne l'ormai ex direttore generale della Rai, Mauro Masi, che venne praticamente ridicolizzato dal buon Michele e di lì a qualche mese avrebbe lasciato il proprio incarico. Forse fu proprio in quell'occasione che si capì che Annozero e tutto il suo staff era diventato un ospite troppo scomodo per poterlo trattenere ancora tra le mura di casa Rai. Ora, ad appena qualche giorno dall'uscita della notiza, spopolano già le accuse da parte di una parte della politica italiana (lascio a voi capire quale fazione) di mercenarismo da parte del conduttore di Annozero accusato di aver ricevuto una buona uscita molto vicina o forse superiore ai 2 milioni di euro. Come dire:" Questo qua fa tanto il moralizzatore e poi si intasca tutto sto denaro", senza ovviamente considerare che almeno la "spina nel fianco" di gente tipo Vespa, Masi, Berlusconi ecc, ha il coraggio di fare informazione; a volte la fa alternativa, a volte controcorrente ed anche arrogante perchè no, ma pur sempre ottima informazione. Qual è invece il compito di gente come l'On. Santanchè ad esempio? Cosa fa esattamente Marchionne in FIAT? Quanto si è preso Morandi per organizzare il Festival di Sanremo? e Bonolis? Ed in periodo di grave crisi economica, dove ha trovato la scorsa estate il premier i soldi per poter acquistare dieci-dodici giocatori del Milan a prezzi faraonici? Beh, che ve lo dico a fare, nessuno risponderà mai a tali domande. Di tutta questa faccenda comunque chi ne esce veramente rafforzato è sicuramente Santoro che, al di là delle polemiche e dei contenziosi, non si è piegato a certe logiche clientelari che, nelle aziende pubbliche in generale e nella Rai in particolare, sono all'ordine del giorno, segno inequivocabile di un sistema-Italia che ci ha portato a fare la fine che stiamo facendo...Intanto però, giovedì sera come sempre Annozero andrà in onda per l'ultima volta ed il suo conduttore spiegherà al pubblico il perchè di questa scelta e soprattutto se lo rivedremo con lo stesso programma o con altri talk da qualche altra parte. Che se ne dica comunque, anche in questa occasione, Santoro ha dimostrato tutte le sue doti comunicative: ancora una volta nel bene o nel male ha catturato tutta l'attenzione dei media su di lui...Quali saranno i progetti futuri ancora rimane una informazione top-secret, intanto a La7, dopo la notizia dell'avvenuto divorzio, già si sfregano le mani....Appena dopo l'uscita della notiza sulla rottura tra la Rai e Santoro, l'anchorman e direttore del tg di La7, Enrico Mentana, durante il notiziario della sera del 6 Giugno dichiarava:"Tra poco vedrete il primo titolo del nostro telegiornale che è questo: Santoro a un passo da La7 [...],
ci sono stati diversi incontri ma nessun contratto è stato ancora firmato. Noi l'accoglieremo a braccia aperte, da noi potrà tranquillamente fare il suo programma o quello che vorrà". Beh, come dire, si chiude una porta e si apre un portone ma, questa, come dice sempre il buon Santoro, era solo l'anteprima...
Lo Spettatore
lunedì 30 maggio 2011
Cosa succede, cosa succede in città....
"Cosa succede, cosa succede in città [...], siamo noi, siamo noi quelli più stanchi, siamo noi, siamo noi che dobbiamo andare avanti"...non vi dice niente questo ritornello? Mah si, certo che lo conoscete...è la mitica canzone di Vasco Rossi che, dopo l'ultima tornata elettorale, si candida a diventare il nuovo jingle da cantare e ricantare nelle nostre istituzioni per tutto il centrodestra italiano. Alla fine, come abbiamo potuto vedere su tutti i Tg nazionali, l'improponibile, la catastrofe, l'apocalisse delle apocalissi è accaduta: Milano è Comunista e Napoli è diventata ostaggio del giudice giustizialista!!!Ammazza che mazzata Silvio...chi lo avrebbe mai detto!! Ora, dopo questa giornata di festa per il centrosinistra che torna a battere il premier & Co dopo la batosta del 2008 e di grattacapi per il centrodestra che già si lecca le ferite, si attendono i commenti, le riflessioni e qualche exploit di qualche politicante dalla lingua lunga (vedere La Russa, Santanchè, Lupi, Casini etc..per intenderci). In realtà però, qualche primo commento nelle ore pomeridiane è già arrivato e addirittura anche qualche dimissione illustre. No amici miei, so a cosa state pensando....Silvio e l'Umberto rimangono là dove sono, nessun passo indietro non temete, fin quando la maggioranza in Parlamento tiene non c'è nulla di cui preoccuparsi, almeno per il momento. La dimissione illustre di cui stavo parlando è quella del convertito ex-comunista Sandro Bondi che, non essendosi sentito in colpa per la cattiva gestione di Pompei con la conseguente caduta della Domus dei gladiatori, ha pensato giustamente questa volta di farsi da parte nel partito e rimettere nelle mani del Premier la propria funzione di coordinatore del Pdl. Insomma, anche i fedelissimi come Bondi sembrano inziare a preparare la scialuppa di salvataggio, perchè qui le acque iniziano a farsi turbolente e la nave è si forte ma...non si sa mai. Sul fronte Pdl restano comunque commoventi le parole dell'On. Lupi ospite in collegamento questo pomeriggio al Tg3 che ha per la prima volta messo da parte l'orgoglio e dichiarato:"Va bene Bindi, se vuoi te lo dico...questa volta abbiamo perso". Che momento di alta televisione!!! Che simpatico che è stato Lupi, si proprio Lupi che aveva tra l'altro uno squardo felice e rilassato come quello di colui che ha appena ricevuto un bel calcio nel...vabbè ci siamo capiti; resta comunque il fatto che Lupi ha rilanciato l'azione del Governo e ha dichiarato che in questi ultimi due anni verranno portate a termine le riforme di Giustizia e Fisco, bravo Onorevole, siamo tutti con te!. Anche gli alleati della Lega con Maroni e Salvini sono stati molto sinceri:"Abbiamo preso una sberla" ha dichiarato il ministro dell'interno, "Il giudizio degli elettori è insindacabile" ha dichiarato l'europarlamentare. Come dire, fanno tutti i diplomatici ma secondo me sotto sotto al ritornello della canzone di Vasco ci hanno già pensato e comunque dovranno già da stasera iniziare a pensarci. Sul fronte delle opposizioni al Governo ma questa volta maggioranza nei consigli comunali invece uno solo è stato il grido dopo la vittoria di Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli:"Berlusconi dimettiti!" Dopo questo accorato invito, due cose mi vengono da pensare:
1- Il centrosinistra ha forse imparato come si vincono le elezioni (uniti e con una coalizione di massimo tre partiti Pd, Sel ed Idv)
2- Il centrosinistra non ha ancora compreso che il buon Silvio un passo indietro non lo farà mai quindi è inutile tornare ad invocarlo proprio ora.
Non facciamo però troppo i bacchettoni, in fondo solo ieri sera, io e come me molti altri italiani avrebbero firmato per un risultato così. Una delle domande che mi sono comunque posto oggi, e con me se lo sarà chiesto forse mezza Italia, è questa:"Ma la vittoria del centrosinistra a Milano e Napoli è frutto del merito di Pisapia e De Magistris e di chi li sosteneva oppure semplicemente è la diretta conseguenza del demerito della Moratti, Silvio and Company?" Dove starà la verità? Non ditemi nel mezzo cari lettori altrimenti Fini, Casini e Rutelli sono pronti subito ad infilarsi nella questione, vi prego...Sicuramente queste elezioni un pò di cose le hanno dette, almeno secondo me:la politica della demonizzazione del nemico, della demagogia, dell'alimentazione della paura del diverso, dell'insulto, dell'arroganza ha per lo meno questa volta, inevitabilmente perso, così come (e questo vale per il centrosinistra) la strategia dell'autosostentamento del Pd di veltroniana memoria può essere tranquillamente depositata nel sacco degli indumenti da buttare. A questo punto bisogna solo attendere quello che le urne diranno il prossimo 13 Giugno a proposito dei quesiti referendari e se l'odore che si respira oggi verrà riconfermato, in quel giorno e solo quel giorno si potrà dire una frase sola:"Silvio Game Over".
Lo Spettatore
1- Il centrosinistra ha forse imparato come si vincono le elezioni (uniti e con una coalizione di massimo tre partiti Pd, Sel ed Idv)
2- Il centrosinistra non ha ancora compreso che il buon Silvio un passo indietro non lo farà mai quindi è inutile tornare ad invocarlo proprio ora.
Non facciamo però troppo i bacchettoni, in fondo solo ieri sera, io e come me molti altri italiani avrebbero firmato per un risultato così. Una delle domande che mi sono comunque posto oggi, e con me se lo sarà chiesto forse mezza Italia, è questa:"Ma la vittoria del centrosinistra a Milano e Napoli è frutto del merito di Pisapia e De Magistris e di chi li sosteneva oppure semplicemente è la diretta conseguenza del demerito della Moratti, Silvio and Company?" Dove starà la verità? Non ditemi nel mezzo cari lettori altrimenti Fini, Casini e Rutelli sono pronti subito ad infilarsi nella questione, vi prego...Sicuramente queste elezioni un pò di cose le hanno dette, almeno secondo me:la politica della demonizzazione del nemico, della demagogia, dell'alimentazione della paura del diverso, dell'insulto, dell'arroganza ha per lo meno questa volta, inevitabilmente perso, così come (e questo vale per il centrosinistra) la strategia dell'autosostentamento del Pd di veltroniana memoria può essere tranquillamente depositata nel sacco degli indumenti da buttare. A questo punto bisogna solo attendere quello che le urne diranno il prossimo 13 Giugno a proposito dei quesiti referendari e se l'odore che si respira oggi verrà riconfermato, in quel giorno e solo quel giorno si potrà dire una frase sola:"Silvio Game Over".
Lo Spettatore
domenica 29 maggio 2011
Quando le parole hanno un peso....
Eccoci di nuovo qua cari amici lettori de Lo Spettatore, dopo ben tredici giorni di silenzio, dovuti a problemi ahimè di salute e di studio, torno a pubblicare un post...meno male, questa volta pensavo di rimetterci le penne!!! Mettendo da parte l'ironia però, in questo breve lasso di tempo in cui la mia voce non si è fatta sentire, mi sono come sempre informato, ho seguito i dibattiti in Tv dei nostri bei politici e soprattutto ho potuto ascoltare ancora una volta le parole inquietanti del nostro Premier. Lo so, non si dovrebbe parlare sempre e solo di lui ma vedete cari amici, risulta quasi impossibile non soffermarsi un attimo su quest'uomo e sulla sua squadra di sostenitori e adepti. Vedete, la cosa forse che più rattrista, per lo meno la mia persona, è vedere un milionario, arrogante e per giunta bugiardo, sostenuto da così tanta gente quasi ubriaca dalle sue parole e senza mai metterlo solo per un attimo in discussione. Anche questa settimana il nostro presidente del Consiglio ha potuto dare il meglio di sè in occasione dell'ultimo G8 nel quale con grande serenità e senso delle Stato ha per l'ennesima volta attaccato di fronte al presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, la nostra magistratura. Certo, direte voi, dove sta la novità? In fondo ormai ogni giorno siamo abituati a vedere e sentire alla Tv e nei principali media i continui attacchi di Berlusconi ai nostri giudici...Beh, personalmente dico che avete ragione, ma se permettete, vedere i nostri giudici denigrati con accuse assurde e per giunta diffamanti della serie "Nel nostro paese siamo vittima della DITTATURA dei Magistrati di sinistra", se permettete non ci sto più. Con questa uscita fuori luogo, e ricordiamoci che non è la prima ma solo l'ultima di una interminabile serie, il Cavaliere ha causato un vero e proprio danno d'immagine al Paese che da qualche tempo a questa parte è conosciuto all'estero o per i continui problemi di natura politica-economica o per le vicende private legate al Dottor Berlusconi. Subito dopo l'uscita della notizia sulla sparata del Premier, l'Anm (Associazione Nazionale Magistrati) si è dichiarata non solamente dispiaciuta ma anche e soprattutto preoccupata per il meccanismo perverso che questo uomo sta mettendo in atto. Forse noi non ce ne rendiamo perfettamente conto ma sarebbe forse il caso di iniziare a ragionarci un pò su, rispetto a tutto ciò. Vogliamo iniziare tutti ad aprire gli occhi e capire che Berlusconi con il Pdl sta innescando un cortocircuito istituzionale senza precedenti? Ci rendiamo conto che siamo l'unico paese al mondo in cui il rappresentante del potere esecutivo si permette di deridere ed insultare quotidianamente e per giunta anche in sede internazionale il potere giudiziario? Forse, lo ripeto, non ne siamo perfettamente consci di questa assurda e spregiudicata battaglia intrapresa da Berslusconi ed i suoi, ma questa situazione, unita alla crisi economica passata e ad una ripresa che nel nostro paese stenta a decollare non potrà portarci molto lontano....Come se non bastasse poi, quando il Premier se ne esce con frasi così infelici, non viene mai smentito da nessuno; quando ne spara una delle sue, i giornalisti (che sempre lui ritiene essere tutti di sinistra), non vanno mai a controllare le dichiarazioni del giorno prima con quelle del giorno dopo, nessuno lo fa e così il risultato è che tutti in questo Paese possono dire di tutto per poi fare finta di niente il giorno dopo. A tale rigurado mi viene giusto in mente le ultime parole del premier in occasione delle elezioni amministrative a Milano; nella fase della campagna elettorale, convinto di vincere al primo turno, disse che il risultato elettorale del capoluogo lombardo aveva anche valenza nazionale, ora invece, che rischia di vedere passare la propria città natale nelle mani dell'estremista Pisapia, ha recentemente dichiarato che in ogni caso questo test è un test locale e che non influenzerà minimamente l'operato del Governo... Allora Cavalier Berlusconi, per lei le parole hanno o non hanno un peso? Riesce a capire che le sue uscite hanno una valenza diversa da quelle pronunciate o scritte da un altro cittadino italiano? Riesce a capire che lei ha delle responsabilità di governo? Ovviamente a queste domande non avrò mai nessuna risposta... nelle conferenze stampa Berlusconi continuerà a dire che tutto va bene, che il paese è in crescita, che le centrali nucleari nel nostro paese rappresentano il futuro, che Ruby è una povera ragazza che lui ha avuto il buon cuore di aiutare, che i magistrati ce l'hanno tutti con lui perchè sono tutti COMUNISTI, che Pisapia è un estremista (e Alemanno, Storace, La Russa degli agnellini), che la gente che vota a sinistra è scema, puzza, che la sinistra vuole il male della gente, che il Capo dello Stato comanda troppo e lui troppo poco, che il governo in questi due tre anni di legislatura ha fatto le riforme (quali non si sa) e via dicendo...Beh amici, non so cosa accadrà da qui a qualche hanno, quale prospettive di vita e di lavoro potremmo avere noi giovani italiani, quale futuro per noi e per i nostri figli, ammesso che le risorse economiche a nostra disposizione ci permetteranno di metterli al mondo; Non so, non posso rispondere alle mie angoscie e preoccupazioni, so solo una cosa però: un'Italia migliore di questa, rappresentata da gente di questo livello, è possibile e la si può cominicare a costruire da domani! Prendiamo coscenza dei nostri mezzi italiani, cerchiamo di costruire nel nostro piccolo, luoghi migliori per poter vivere, cerchiamo di essere più solidali gli uni con gli altri, proviamo a far emergere quel merito di cui la politica si riempie la bocca ma che non ha mai conosciuto e... forse chissà, tutto il caos attuale, tutte le sciatterie che vediamo ed ascoltiamo tutti i giorni resteranno solo un triste ricordo.....
Lo Spettatore
Lo Spettatore
lunedì 16 maggio 2011
Elezioni amministrative: che stia cambiando il vento?
Manca veramente poco ormai alla pubblicazione dei risultati elettorali delle quattro città italiane impegnate ad eleggere le nuove amministrazioni comunali. Come avevamo in parte anticipato nella giornata di ieri, di scontato in questo turno elettorale ci si aspettava ben poco e così è stato; se a Torino e a Bologna la vittoria del centrosinistra non è mai stata messa in discussione, nelle città di Napoli ma soprattutto a Milano è successo inaspettatamente l'"inaudito".
Nel capoluogo campano infatti, nonostante il centrosinistra si presentasse praticamente spezzato in due liste, il centrodestra non è riuscito a spazzare via i tanto criticati rivali, segno evidente che forse i politicanti locali, sostenuti dai rispettivi partiti, non erano poi così tanto disprezzati come l'informazione ufficiale ci aveva più volte fatto credere...La notizia però che ha fatto più scalpore in tutta questa giornata di attesa è stata sicuramente la virtuale vittoria di Giuliano Pisapia a Milano; quello stesso Pisapia che non solo è riuscito a stravincere le primarie del centrosinistra non molto tempo fà, battendo in maniera netta il candidato a sindaco proposto dal Pd del capoluogo lombardo, ma ha pensato bene di infliggere una dura lezione al sindacao uscente Letizia Moratti. Certo, ci sarà da attendere il ballottaggio per sapere con certezza chi sarà il nuovo primo cittadino di Milano ma è indubbio che per il Pdl lombardo e Berlusconi, i risultati di oggi rappresentano un duro, anzi durissimo colpo da incassare. Nei giorni scorsi era stato lo stesso premier a ribadire l'importanza di questa consultazione elettorale dichiarando:"Siamo sicuri di poter vincere al primo turno. Essendo Milano, la capitale economica d’Italia, è un test molto importante per la politica nazionale. Contiamo che i milanesi diano un ottimo giudizio su cio’ che ha fatto il governo, che e’ riuscito in una specie di mission impossibile" Ed ancora sul rivale della Moratti si esprimeva così:"Ha tra gli alleati i centri sociali che sono ostello di numerosi personaggi violenti e facinorosi che hanno dato tristi prove anche in questa campagna elettorale.A Milano non c’è un’alternativa. La sinistra non ha idee e non ha programmi. Se vincesse, Milano cadrebbe di nuovo nel clientelismo del passato." Indubbiamente, queste sono state le dichiarazione di un leader di partito ben convinto di riuscire a portare a casa, ancora una volta, un importantissimo risultato in termini di consensi e per giunta nelle città che lo ha visto nascere e crescere sia come uomo d'affari che come politico...e allora, che cosa è accaduto? Quello meccanismo perverso si è innescato nella mente dei poveri milanesi? Beh cari amici, i motivi che hanno spinto gli elettori a dare fiducia (per il momento) a Pisapia restano, a me, e come me a molti altri, del tutto sconosciuti ma proviamo a ragionare su questo pesante e ricordiamo momentaneo successo del centrosinistra. Sicuramente una prima possibile spiegazione sull'accaduto la possiamo far risalire a ragioni di natura ciclica: oggi vinci tu, domani vinco io, se è tanto tempo che governi tu è anche probabile e plausibile che tocchi questa volta a me!...ma forse c'è di più. La campagna elettorale a favore della Moratti è stata obiettivamente un disastro; Berlusconi ormai tratta il suo elettorato come se fosse un insieme di marionette che ad ogni singola domanda rispondono in maniera sincronizzata e ovviamente tutti allo stesso modo, ovvero sempre e solo SI! Forse il premier anche quando non si trova davanti ai suoi sostenitori, immaginia comunque di esserlo e così, pensa anche che tutto il paese sia dalla sua parte...Evidentemente dopo il voto a Milano le cose non stanno esattamente così...Una seconda ragione che può spiegare questa momentanea disfatta può forse essere riconducibile alle esternazioni della Moratti su Pisapia (le chiamo esternazioni ma si dovrebbero chiamare insulti-calugne, insomma scegliete voi). A tale riguardo, addirittura anche un fedelissimo di Berlusconi come Giuliano Ferrara, questa sera a Radio Londra ha ammesso il comportamento scorretto della Moratti criticandola anche per non aver chiesto scusa al suo rivale politico.
Presidente se la criticano anche i suoi, un motivo ci sarà?!?!?
Una terza ragione, che forse è anche la più plausibile, può essere riconducibile al fatto che il programma di Pisapia è semplicemente migliore di quello della sua avversaria e chi i milanesi, stanchi di tante promesse e pochi fatti, hanno ben pensato di votare. Ah beh, dimenticavo... quest'ultimo punto non è sostenibile come tesi perchè chi vota a sinistra, come dice il Cavaliere non solo è un coglione e puzza ma vuole anche il male degli altri, quindi trovatemi voi qualcuno così diabolico da poter pensare di sostenere i "comunisti". Insomma, per un motivo o per l'altro, dalle mie parti si dice che le CHIACCHIERE STANNO A ZERO, e se il risultato di Milano doveva essere lo specchio dell'umore che si respira nell'intero paese, prima del voto, ora dopo questi risultati la situazione non può essere capovolta. Non vorrei insistere ma, a Milano, i milanesi credo abbiano dimostrato di averne le tasche piene del Pdl, Berlusconi, la Moratti e compagnia bella e forse, dopo anni di sbornia berlusconiana, sono giunti alla sacrosanta conclusione di voler cambiare aria. Ma sarà veramente così? Veramente Pisapia rappresenta il nuovo, la svolta, il dopo Berlusconi e Pdl a Milano? Ed i risultati della città lombarda porteranno delle ripercussioni anche nel governo? Ad oggi, non possiamo ancora rispondere a queste domande ma ad occhio e croce una cosa sembra evidente: il vento forse torna a soffiare da un'altra parte.
Lo Spettatore
Nel capoluogo campano infatti, nonostante il centrosinistra si presentasse praticamente spezzato in due liste, il centrodestra non è riuscito a spazzare via i tanto criticati rivali, segno evidente che forse i politicanti locali, sostenuti dai rispettivi partiti, non erano poi così tanto disprezzati come l'informazione ufficiale ci aveva più volte fatto credere...La notizia però che ha fatto più scalpore in tutta questa giornata di attesa è stata sicuramente la virtuale vittoria di Giuliano Pisapia a Milano; quello stesso Pisapia che non solo è riuscito a stravincere le primarie del centrosinistra non molto tempo fà, battendo in maniera netta il candidato a sindaco proposto dal Pd del capoluogo lombardo, ma ha pensato bene di infliggere una dura lezione al sindacao uscente Letizia Moratti. Certo, ci sarà da attendere il ballottaggio per sapere con certezza chi sarà il nuovo primo cittadino di Milano ma è indubbio che per il Pdl lombardo e Berlusconi, i risultati di oggi rappresentano un duro, anzi durissimo colpo da incassare. Nei giorni scorsi era stato lo stesso premier a ribadire l'importanza di questa consultazione elettorale dichiarando:"Siamo sicuri di poter vincere al primo turno. Essendo Milano, la capitale economica d’Italia, è un test molto importante per la politica nazionale. Contiamo che i milanesi diano un ottimo giudizio su cio’ che ha fatto il governo, che e’ riuscito in una specie di mission impossibile" Ed ancora sul rivale della Moratti si esprimeva così:"Ha tra gli alleati i centri sociali che sono ostello di numerosi personaggi violenti e facinorosi che hanno dato tristi prove anche in questa campagna elettorale.A Milano non c’è un’alternativa. La sinistra non ha idee e non ha programmi. Se vincesse, Milano cadrebbe di nuovo nel clientelismo del passato." Indubbiamente, queste sono state le dichiarazione di un leader di partito ben convinto di riuscire a portare a casa, ancora una volta, un importantissimo risultato in termini di consensi e per giunta nelle città che lo ha visto nascere e crescere sia come uomo d'affari che come politico...e allora, che cosa è accaduto? Quello meccanismo perverso si è innescato nella mente dei poveri milanesi? Beh cari amici, i motivi che hanno spinto gli elettori a dare fiducia (per il momento) a Pisapia restano, a me, e come me a molti altri, del tutto sconosciuti ma proviamo a ragionare su questo pesante e ricordiamo momentaneo successo del centrosinistra. Sicuramente una prima possibile spiegazione sull'accaduto la possiamo far risalire a ragioni di natura ciclica: oggi vinci tu, domani vinco io, se è tanto tempo che governi tu è anche probabile e plausibile che tocchi questa volta a me!...ma forse c'è di più. La campagna elettorale a favore della Moratti è stata obiettivamente un disastro; Berlusconi ormai tratta il suo elettorato come se fosse un insieme di marionette che ad ogni singola domanda rispondono in maniera sincronizzata e ovviamente tutti allo stesso modo, ovvero sempre e solo SI! Forse il premier anche quando non si trova davanti ai suoi sostenitori, immaginia comunque di esserlo e così, pensa anche che tutto il paese sia dalla sua parte...Evidentemente dopo il voto a Milano le cose non stanno esattamente così...Una seconda ragione che può spiegare questa momentanea disfatta può forse essere riconducibile alle esternazioni della Moratti su Pisapia (le chiamo esternazioni ma si dovrebbero chiamare insulti-calugne, insomma scegliete voi). A tale riguardo, addirittura anche un fedelissimo di Berlusconi come Giuliano Ferrara, questa sera a Radio Londra ha ammesso il comportamento scorretto della Moratti criticandola anche per non aver chiesto scusa al suo rivale politico.
Presidente se la criticano anche i suoi, un motivo ci sarà?!?!?
Una terza ragione, che forse è anche la più plausibile, può essere riconducibile al fatto che il programma di Pisapia è semplicemente migliore di quello della sua avversaria e chi i milanesi, stanchi di tante promesse e pochi fatti, hanno ben pensato di votare. Ah beh, dimenticavo... quest'ultimo punto non è sostenibile come tesi perchè chi vota a sinistra, come dice il Cavaliere non solo è un coglione e puzza ma vuole anche il male degli altri, quindi trovatemi voi qualcuno così diabolico da poter pensare di sostenere i "comunisti". Insomma, per un motivo o per l'altro, dalle mie parti si dice che le CHIACCHIERE STANNO A ZERO, e se il risultato di Milano doveva essere lo specchio dell'umore che si respira nell'intero paese, prima del voto, ora dopo questi risultati la situazione non può essere capovolta. Non vorrei insistere ma, a Milano, i milanesi credo abbiano dimostrato di averne le tasche piene del Pdl, Berlusconi, la Moratti e compagnia bella e forse, dopo anni di sbornia berlusconiana, sono giunti alla sacrosanta conclusione di voler cambiare aria. Ma sarà veramente così? Veramente Pisapia rappresenta il nuovo, la svolta, il dopo Berlusconi e Pdl a Milano? Ed i risultati della città lombarda porteranno delle ripercussioni anche nel governo? Ad oggi, non possiamo ancora rispondere a queste domande ma ad occhio e croce una cosa sembra evidente: il vento forse torna a soffiare da un'altra parte.
Lo Spettatore
domenica 15 maggio 2011
Tornano le amministrative: che la sfida abbia inizio!
Ci siamo gente, tra oggi e domani in 1300 comuni e 11 Province, i cittadini italiani saranno chiamati alla urne per eleggere le nuove classi dirigenti locali. Quattro sono le grandi città che dovranno nominare il nuovo consiglio comunale: Milano, Torino, Bologna e Napoli ed è proprio su questi grandi centri che vogliamo focalizzare la nostra attenzione.
MILANO: Nel capoluogo lombardo, ormai da anni roccaforte del centodestra, sono tre i candidati a sindaco: Letizia Moratti(primo cittadino uscente) sostenuta dal centrodestra locale, Giuliano Pisapia dal Pd e dai partiti del centrosinistra ed infine Manfredi Palmeri a capo di una coalizione costituita dall'Udc e Nuovo Polo per Milano. Chi vincerà la sfida? Beh, sembra scontato dire che a Milano, la città natale di Berlusconi, il centrodestra regni incontrastato ma, vedendo il clima surriscaldato degli ultimi giorni, forse potrebbero esserci novità. Sicuramente la sparata della Moratti durante il dibattito in Tv con Pisapia, accusando quest'ultimo di essere stato un estremista durante gli anni di piombo, non ha giovato a lei ed al suo partito; il Pdl lombardo infatti sembra essere piuttosto irritato dalla Moratti anche a causa della vicenda ormai nota con protagonista la casa del figlio Gabriele che potrebbe anche essere inscritto nel registro degli indagati per violazione edilizia. Tutto ciò potrebbe favorire il buon Pisapia che, sostenuto da Nichi Vendola e la sua Sinistra Ecologia e Libertà e dopo aver vinto le primarie del centrosinistra, conta di bissare il successo di qualche mese fà e vincere questa importante sfida. Bersani ha dichiarato che a Milano il Pd e gli alleati puntano ad andare al ballottaggio e se così fosse la terza lista di Palmeri potrebbe giocare un ruolo decisivo. A quel punto quali ordini arriveranno da "Roma Ladrona" per i centristi? tornare alla casa del padre oppure infliggere l'ennesima pugnalata a Silvio, Letizia & Co? Staremo a vedere... magari la situazione da noi descritta è solo fantapolitica ma, chi può dirlo? Beh, sicuramente solo i milanesi!! a voi quindi amici il compito di decretare la sentenza finale, pensateci bene e buon voto!!
TORINO: Anche a Torino, la prima storica e gloriosa capitale d'Italia, l'esito sembra essere già scritto: Piero Fassino sostenuto dal centrosinistra dovrebbe sfangarla al primo turno su Michele Coppola (centrodestra) e Alberto Musy (Udc-Terzo Polo). Dovrebbe..., perchè i piemontesi ci hanno insegnato che tutto è possibile in politica. In occasione delle ultime elezioni regionali infatti non solo la lista di Beppe Grillo ottenne un notevole successo (circa l'11% dei consensi) ma addirittura precluse a Mercedes Bresso (candidata Pd) la possibilità di vincere la sfida con il leghista Roberto Cota, attuale governatore della regione. Questa volta i grillini sembrano non esserci, o per lo meno, non voler ostacolare il pacato Fassino, meglio conosciuto dai più con il soprannome di Crisantemo. E' chiaro che, nel caso in cui dovesse vincere Coppola, sostenuto per giunta anche dalla Lega, nella città che fu di Cavour e per giunta proprio in concomitanza con i festeggiamenti per i centocinquanta anni d'Italia, bisognerebbe cominciare a farsi delle domande e giungere in fretta anche a delle conclusioni. Quello che possiamo dire agli amici torinesi è:"Ricordate il vostro passato e votate, come sempre, secondo coscienza".
BOLOGNA: In una delle città più rosse della storia nazionale la vittoria del centrosinistra, questa volta, potrebbe non essere così netta come molti pensano. Dopo il cosiddetto Cinziagate che è costato la poltrona al vecchio primo cittadino, Flavio Delbono, si presentano tre liste che promettono battaglia: Manes Bernardini sostenuta da Pdl e Lega, Virginio Merola per il centrosinistra ed infine la new entry Massimo Bugani per il Movimento a cinque stelle. Sarà, molto probabilmente, sul tema della questione morale che i grillini daranno (giustamente) battaglia alle altre due liste. Anche qui, come accadde alla regione piemonte qualche tempo fa, potrebbero essere molti a rimanere a bocca aperta una volta scrutinati tutti i seggi.
NAPOLI: La città di Napoli merita invece un capitolo a parte. Dopo dieci anni di amministrazione Iervolino infatti i napoletani avranno, indipendentemente dai nomi, un nuovo primo cittadino. In questi anni il capoluogo campano, e più in generale la regione tutta, è stata al centro delle cronache nazionali in più di un'occasione: il tema principale che ha portato alla ribalta la città è stato ed è tuttora ovviamente quello dei rifiuti, delle discariche e dei termovalorizzatori, poi quello dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'arco, le continue accuse sulla malasanità e via dicendo. L'arrivo a Napoli di Berlusconi qualche anno fa sembrò provvidenziale; in un batter d'occhio infatti scomparvero rifiuti nelle strade e con loro anche la puzza che emanavano. Tutto questo però successe solo nell'immediato perchè poi, come tutti noi possiamo constatare da Internet, tv, radio e stampa, il problema è rimasto e le immagini di abbandono di una città importante come quella partenopea sono purtroppo tornate di attualità, segno evidente che nemmeno la formula magica del "Ghe pense mi" ha funzionato. A darsi battaglia questa volta a Napoli saranno Gianni Lettieri sostenuto da una coalizione di centrodestra, Mario Marcone sostenuto come Pisapia a Milano da Sel, Pd e centrosinistra ed infine, per la serie "a volte ritornano" il buon Clemente Mastella che, stanco di fare il tifoso del Napoli da Simona Ventura la Domenica pomeriggio e non contento del lauto stipendio che riceve come parlamentare europeo, ha deciso di riscendere in campo per la "sua" città. Stando a quanto dichiarato dal presidente del Consiglio a Napoli il centrodestra dovrebbe vincere a mani basse ma, anche qui, le sorprese possono essere dietro l'angolo anche se una vittoria di Lettieri non dovrebbe scandalizzare nessuno. In ogni modo, prima di chiudere questo mio intervento, mi sento di fare un piccolo appello ai napoletani. Certo, c'è da dire che se fossi in un cittadino partenopeo la scelta di non andare a votare forse sarebbe la più opportuna.... In questi ultimi anni Napoli è stata derisa da tutta la nazione e ancora prima da tutta Europa e credo sia forte ed anche giusta la tentazione per i cittadini di questa città di rimanere a casa e non esprimere la propria opinione. Beh, cari amici partenopei non fatelo!! Non solo dovete votare ma dovete anche essere sempre in prima linea per la difesa della vostra città, voi in fondo siete conterranei di personalità del calibro di Totò, Peppino, Troisi, del presidente della Repubblica Napolitano solo per citarne alcuni, tutta gente questa che porta in alto il nome della vostra città; dovete essere orgogliosi di essere campani e napoletani e la rinascita di Napoli non può che partire da voi! Votate quindi, e votate bene!! Sappiate solo però che la bacchetta magica nel nostro paese non la possiede nessuno e soltanto cambiando i comportamenti individuali di ognuno di noi sarà possibile, per la nostra nazione e quindi anche per Napoli, sperare in futuro migliore. Coraggio Napoletani!!! So che non siete come vi descrivono in televisione, e questa può essere un'ottima occasione per dimostrarlo!
Ok ora basta però, non mi resta che augurare a tutti gli amici interessati un "buon voto" e che, come si dice in questi, casi:" Vinca(speriamo)il migliore"
Lo Spettatore
MILANO: Nel capoluogo lombardo, ormai da anni roccaforte del centodestra, sono tre i candidati a sindaco: Letizia Moratti(primo cittadino uscente) sostenuta dal centrodestra locale, Giuliano Pisapia dal Pd e dai partiti del centrosinistra ed infine Manfredi Palmeri a capo di una coalizione costituita dall'Udc e Nuovo Polo per Milano. Chi vincerà la sfida? Beh, sembra scontato dire che a Milano, la città natale di Berlusconi, il centrodestra regni incontrastato ma, vedendo il clima surriscaldato degli ultimi giorni, forse potrebbero esserci novità. Sicuramente la sparata della Moratti durante il dibattito in Tv con Pisapia, accusando quest'ultimo di essere stato un estremista durante gli anni di piombo, non ha giovato a lei ed al suo partito; il Pdl lombardo infatti sembra essere piuttosto irritato dalla Moratti anche a causa della vicenda ormai nota con protagonista la casa del figlio Gabriele che potrebbe anche essere inscritto nel registro degli indagati per violazione edilizia. Tutto ciò potrebbe favorire il buon Pisapia che, sostenuto da Nichi Vendola e la sua Sinistra Ecologia e Libertà e dopo aver vinto le primarie del centrosinistra, conta di bissare il successo di qualche mese fà e vincere questa importante sfida. Bersani ha dichiarato che a Milano il Pd e gli alleati puntano ad andare al ballottaggio e se così fosse la terza lista di Palmeri potrebbe giocare un ruolo decisivo. A quel punto quali ordini arriveranno da "Roma Ladrona" per i centristi? tornare alla casa del padre oppure infliggere l'ennesima pugnalata a Silvio, Letizia & Co? Staremo a vedere... magari la situazione da noi descritta è solo fantapolitica ma, chi può dirlo? Beh, sicuramente solo i milanesi!! a voi quindi amici il compito di decretare la sentenza finale, pensateci bene e buon voto!!
TORINO: Anche a Torino, la prima storica e gloriosa capitale d'Italia, l'esito sembra essere già scritto: Piero Fassino sostenuto dal centrosinistra dovrebbe sfangarla al primo turno su Michele Coppola (centrodestra) e Alberto Musy (Udc-Terzo Polo). Dovrebbe..., perchè i piemontesi ci hanno insegnato che tutto è possibile in politica. In occasione delle ultime elezioni regionali infatti non solo la lista di Beppe Grillo ottenne un notevole successo (circa l'11% dei consensi) ma addirittura precluse a Mercedes Bresso (candidata Pd) la possibilità di vincere la sfida con il leghista Roberto Cota, attuale governatore della regione. Questa volta i grillini sembrano non esserci, o per lo meno, non voler ostacolare il pacato Fassino, meglio conosciuto dai più con il soprannome di Crisantemo. E' chiaro che, nel caso in cui dovesse vincere Coppola, sostenuto per giunta anche dalla Lega, nella città che fu di Cavour e per giunta proprio in concomitanza con i festeggiamenti per i centocinquanta anni d'Italia, bisognerebbe cominciare a farsi delle domande e giungere in fretta anche a delle conclusioni. Quello che possiamo dire agli amici torinesi è:"Ricordate il vostro passato e votate, come sempre, secondo coscienza".
BOLOGNA: In una delle città più rosse della storia nazionale la vittoria del centrosinistra, questa volta, potrebbe non essere così netta come molti pensano. Dopo il cosiddetto Cinziagate che è costato la poltrona al vecchio primo cittadino, Flavio Delbono, si presentano tre liste che promettono battaglia: Manes Bernardini sostenuta da Pdl e Lega, Virginio Merola per il centrosinistra ed infine la new entry Massimo Bugani per il Movimento a cinque stelle. Sarà, molto probabilmente, sul tema della questione morale che i grillini daranno (giustamente) battaglia alle altre due liste. Anche qui, come accadde alla regione piemonte qualche tempo fa, potrebbero essere molti a rimanere a bocca aperta una volta scrutinati tutti i seggi.
NAPOLI: La città di Napoli merita invece un capitolo a parte. Dopo dieci anni di amministrazione Iervolino infatti i napoletani avranno, indipendentemente dai nomi, un nuovo primo cittadino. In questi anni il capoluogo campano, e più in generale la regione tutta, è stata al centro delle cronache nazionali in più di un'occasione: il tema principale che ha portato alla ribalta la città è stato ed è tuttora ovviamente quello dei rifiuti, delle discariche e dei termovalorizzatori, poi quello dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'arco, le continue accuse sulla malasanità e via dicendo. L'arrivo a Napoli di Berlusconi qualche anno fa sembrò provvidenziale; in un batter d'occhio infatti scomparvero rifiuti nelle strade e con loro anche la puzza che emanavano. Tutto questo però successe solo nell'immediato perchè poi, come tutti noi possiamo constatare da Internet, tv, radio e stampa, il problema è rimasto e le immagini di abbandono di una città importante come quella partenopea sono purtroppo tornate di attualità, segno evidente che nemmeno la formula magica del "Ghe pense mi" ha funzionato. A darsi battaglia questa volta a Napoli saranno Gianni Lettieri sostenuto da una coalizione di centrodestra, Mario Marcone sostenuto come Pisapia a Milano da Sel, Pd e centrosinistra ed infine, per la serie "a volte ritornano" il buon Clemente Mastella che, stanco di fare il tifoso del Napoli da Simona Ventura la Domenica pomeriggio e non contento del lauto stipendio che riceve come parlamentare europeo, ha deciso di riscendere in campo per la "sua" città. Stando a quanto dichiarato dal presidente del Consiglio a Napoli il centrodestra dovrebbe vincere a mani basse ma, anche qui, le sorprese possono essere dietro l'angolo anche se una vittoria di Lettieri non dovrebbe scandalizzare nessuno. In ogni modo, prima di chiudere questo mio intervento, mi sento di fare un piccolo appello ai napoletani. Certo, c'è da dire che se fossi in un cittadino partenopeo la scelta di non andare a votare forse sarebbe la più opportuna.... In questi ultimi anni Napoli è stata derisa da tutta la nazione e ancora prima da tutta Europa e credo sia forte ed anche giusta la tentazione per i cittadini di questa città di rimanere a casa e non esprimere la propria opinione. Beh, cari amici partenopei non fatelo!! Non solo dovete votare ma dovete anche essere sempre in prima linea per la difesa della vostra città, voi in fondo siete conterranei di personalità del calibro di Totò, Peppino, Troisi, del presidente della Repubblica Napolitano solo per citarne alcuni, tutta gente questa che porta in alto il nome della vostra città; dovete essere orgogliosi di essere campani e napoletani e la rinascita di Napoli non può che partire da voi! Votate quindi, e votate bene!! Sappiate solo però che la bacchetta magica nel nostro paese non la possiede nessuno e soltanto cambiando i comportamenti individuali di ognuno di noi sarà possibile, per la nostra nazione e quindi anche per Napoli, sperare in futuro migliore. Coraggio Napoletani!!! So che non siete come vi descrivono in televisione, e questa può essere un'ottima occasione per dimostrarlo!
Ok ora basta però, non mi resta che augurare a tutti gli amici interessati un "buon voto" e che, come si dice in questi, casi:" Vinca(speriamo)il migliore"
Lo Spettatore
martedì 10 maggio 2011
Ciao Peppino, le tue idee non moriranno mai!
Sono già trascorsi trentatrè anni da quel maledetto 9 Maggio 1978. Fu proprio durante quella giornata, ricordata da molti come la più "buia" in assoluto per la storia repubblicana, che in via Caetani, vicino a via Delle Botteghe Oscure (dove era situata la sede del Pci) venne ritrovato, a bordo di una Renault 4 rossa, il corpo senza vita dell'Onorevole Aldo Moro, leader democristiano, assassinato come il peggiore dei cani dalle Brigate Rosse. Quel giorno viene ricordato oggi soprattutto per questo accadimento, un ritrovamento quello di Moro, che rappresentava agli occhi dei più, come il momento più drammatico e tragico degli "anni di piombo" segnati inevitabilmente dalla lotta dello Stato contro il terrorismo rosso e nero. Tutti ricordano le immagini del cadavere dello statista democristiano trasmesse e ritrasmesse dalla televisione, la voce di Bruno Vespa, all'epoca redatorre del Tg1, rotta dall'emozione, le polemiche che seguirono nei mesi successivi tra le forze politiche per come era stata gestita la trattativa dello Stato con le Br. Insomma, da quel momento in poi il 9 Maggio per tutti gli anni a seguire sarebbe stato ricordato come la "La notte della Repubblica" per citare un film famoso, segnato inesorabilmente dalla fine tragica dell'uomo politico che forse avrebbe potuto cambiare il corso della storia della ormai sepolta "prima Repubblica". Tutti in Italia ricordano questa storia, pochi invece ne conosco un'altra, altrettanto drammatica, altrettanto importante e che, proprio perchè si concluse tragicamente lo stesso giorno del ritrovamento del corpo dell'On. Moro, per molto tempo è rimasta nella penombra, anzi nell'anonimato. La storia che in questo mio piccolo spazio voglio ricordare è quella di Giuseppe Impastato, detto Peppino dagli amici e da chi lo ha potuto conoscere di persona, giovane "giornalista" assasinato la sera del 9 Maggio 1978 dalla Mafia del suo paese, Cinisi, piccolo centro della provincia di Palermo. Ci tengo a ricordare Peppino sostanzialmente per due motivi: il primo perchè con la sua attività di speaker radiofonico, con le sue proteste, con le sue lotte di partito è riuscito a mettere in luce una realtà sciagurata di cui tutti nel suo paese conoscevano l'esistenza ma per l'omertà e la paura, che in questi casi regna sovrana, nessuno era in grado o poteva denunciare; ed il secondo motivo è perchè per me Peppino è un pò un mio collega; anche lui era un ragazzo come me, anche lui utilizzava un medium come me per esprimere e denunciare ciò che vedeva non corretto o giusto intorno a lui; certo, la radio non può essere paragonata ad un blog ma lasciatemi pensare che in fondo tra questi due mezzi di comunicazione non c'è poi questa grande differenza. La vicenda di Peppino è una di quelle storie molto particolari che hanno uno sviluppo locale ma che poi inevitabilmente assumono per forza di cose anche una risonanza ed un valore di carattere nazionale. Prima però di andare avanti vorrei brevemente ricordare la sua storia, per chi (come me fino a qualche anno fa) non la conoscesse. Peppino era figlio di Luigi e Felicia Impastato, aveva un fratello più piccolo, Giovanni, e fin dalla sua nascita la sua famiglia era ben inserita negli ambienti mafiosi locali. Fu da ragazzo che si avvicinò alla politica e al giornalismo, con un gruppo di amici fondò un giornale locale dal titolo "L'Idea Socialista" e da lì a qualche anno diede vita anche ad un circolo culturale. La svolta però del suo impegno politico e civico arrivò nel 1977 quando insieme ai suoi amici più stretti fondò "Radio Aut", una radio locale dalla quale denunciava gli affari sporchi della Mafia locale, guidata dall'allora boss, Tano Badalamenti. Peppino era una spina nel fianco per la cosca mafiosa locale, alla radio dedicava trasmissioni intere al tema della mafia, denunciandola ma anche e soprattutto deridendola grazie alla rubrica "la Cretina Commedia" ma, alla fine della storia, fu proprio questo suo grande impegno politico a costargli la vita.
La sera del 9 Maggio 1978 infatti, un gruppo di sicari locali, mandati da Tano Badalamenti, prelevò Peppino dalla sua macchina, lo picchiò a sangue ed infine decise di farlo saltare in aria con decine di chili di tritolo nei pressi della stazione ferroviaria locale. Tutto ciò avveniva proprio a qualche settimana di distanza dalle elezioni comunali per le quali il giovane Impastato si era candidato nella lista di Democrazia Proletaria, con l'obiettivo di controllare "Mafiopoli", come lui definiva spesso Cinisi, dall'alto. Dopo il ritrovamento di ciò che rimaneva del suo corpo, la polizia archiviò il caso dichiarando semplicemente che Peppino si era suicidato; fu questa la versione ufficiale fino a qualche anno fa, quando grazie all'opera del fratello Giovanni, il caso venne riaperto e venne riconosciuta la piena colpevolezza di don Tano. Beh, la storia di Peppino a mio avviso può insegnarci molto: per prima cosa, secondo me, ci insegna ad andare in fondo alle questioni anche se poi questo significa pagare un prezzo molto alto. Peppino non solo era visto probabilmente di cattivo occhio dalla maggioranza della popolazione locale ma, assumendosi un impegno di questo livello, quello della denuncia sociale, aveva anche dovuto interrempore i rapporti con il proprio padre e lasciare la sua casa famigliare, come un terrorista, un appestato. Indipendentemente da questo però, la sua opera con Radio Aut resta grandissima, la sua denuncia, la sua tenacia, la sua voglia di cambiare e migliorare la sua terra, la Sicilia, resta un punto di riferimento indelebile per tutti i movimenti che si battono giorno per giorno contro le mafie, diffuse purtroppo su tutto il nostro territorio nazionale, nessuna regione esclusa! Per tutto il tuo impegno Peppino, per averci insegnato a non mollare mai, per averci fatto capire quanto importante siano le parole libertà, giustizia, legalità, impegno civico, per averci fornito un esempio straordinario di denuncia a tutte le criminalità organizzate locali, io mi sento di dirti GRAZIE e ricordati con lo slogan che tantissimi ragazzi e ragazze cantarono ai tuoi funerali:"Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno, MAI!".
Lo Spettatore
La sera del 9 Maggio 1978 infatti, un gruppo di sicari locali, mandati da Tano Badalamenti, prelevò Peppino dalla sua macchina, lo picchiò a sangue ed infine decise di farlo saltare in aria con decine di chili di tritolo nei pressi della stazione ferroviaria locale. Tutto ciò avveniva proprio a qualche settimana di distanza dalle elezioni comunali per le quali il giovane Impastato si era candidato nella lista di Democrazia Proletaria, con l'obiettivo di controllare "Mafiopoli", come lui definiva spesso Cinisi, dall'alto. Dopo il ritrovamento di ciò che rimaneva del suo corpo, la polizia archiviò il caso dichiarando semplicemente che Peppino si era suicidato; fu questa la versione ufficiale fino a qualche anno fa, quando grazie all'opera del fratello Giovanni, il caso venne riaperto e venne riconosciuta la piena colpevolezza di don Tano. Beh, la storia di Peppino a mio avviso può insegnarci molto: per prima cosa, secondo me, ci insegna ad andare in fondo alle questioni anche se poi questo significa pagare un prezzo molto alto. Peppino non solo era visto probabilmente di cattivo occhio dalla maggioranza della popolazione locale ma, assumendosi un impegno di questo livello, quello della denuncia sociale, aveva anche dovuto interrempore i rapporti con il proprio padre e lasciare la sua casa famigliare, come un terrorista, un appestato. Indipendentemente da questo però, la sua opera con Radio Aut resta grandissima, la sua denuncia, la sua tenacia, la sua voglia di cambiare e migliorare la sua terra, la Sicilia, resta un punto di riferimento indelebile per tutti i movimenti che si battono giorno per giorno contro le mafie, diffuse purtroppo su tutto il nostro territorio nazionale, nessuna regione esclusa! Per tutto il tuo impegno Peppino, per averci insegnato a non mollare mai, per averci fatto capire quanto importante siano le parole libertà, giustizia, legalità, impegno civico, per averci fornito un esempio straordinario di denuncia a tutte le criminalità organizzate locali, io mi sento di dirti GRAZIE e ricordati con lo slogan che tantissimi ragazzi e ragazze cantarono ai tuoi funerali:"Peppino è vivo e lotta insieme a noi, le nostre idee non moriranno, MAI!".
Lo Spettatore
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